Insegnante: Istruttore autorizzato Franco Zanon
Il tiro con l'arco giapponese, Kyudo, deriva dalla confluenza di tre distinte filosofie o spiritualità: le credenze shinto, l'etica di Confucio e la filosofia buddista che comprende lo Zen.
Molti occidentali sono stati attratti da questa disciplina per la bellezza del gesto e per una presunta natura misteriosa. Ma nel Kyudo non c'è magia, non c'è nulla di mistico, di romantico, di soprannaturale. È una disciplina, profonda anche se di essenziale semplicità, che si basa su pochi canoni fondamentali. Un tiro corretto impone la capacità di rilassarsi, di eliminare le tensioni dal corpo e dalla mente: una sorta di purificazione spirituale.
La peculiarità del Kyudo è la difficoltà di fare qualcosa apparentemente facile e questo dà a quest'arte tanta profondità e sottigliezza.
Lo scopo finale del Kyudo è più che colpire il bersaglio: il tiro dovrebbe esprimere forza di carattere, autocoscienza, capacità di controllo, conducendo alla realizzazione di shi Zen bi, verità bontà e bellezza.