Sito federazione Makotokai

Il Kata

Uno degli argomenti che ci ha fatto più pensare è che ruolo dare al Kata nell'ambito dello stile Makotokai.

Ci appare indubbio che l'odierna interpretazione del kata dovrebbe essere sottoposta ad attenta valutazione, considerando che nella consueta pratica del kumite non vi è traccia dell'applicazione delle numerose tecniche proposte dai Kata e che nelle gare degli stessi si ricerca solo estetica e formalismo, le quali avvicinano l'esecuzione più ad una danza che alla possibile applicazione in combattimento.

Abbiamo molti dubbi sul reale significato dei Kata così come vengono interpretati oggigiorno: non capiamo ad esempio perchè il Maestro Funakoshi ne aveva codificato quindici ed ora sono trentadue. Chi e perchè ne ha aggiunti altri? Oppure, perchè usare l'innaturale posizione del kokutzu- dachi quando è molto più utile il neko-ashi-dachi?

Che fine hanno fatto i Kata di tensione e respirazione delle scuole di Okinawa? Perchè nella consueta interpretazione dei Kata le posizioni risultano rigide ed artificiose e le tecniche vengono interpretate con teatrale enfasi e con eccessiva velocità avulse dall'efficacia reale e dalla possibile applicazione in Kumite? Ed inoltre perchè si praticano i Kata se altre Arti Marziali, pur non avendone, sono molto efficaci?

Invece la nostra esperienza non pone dubbi sul fatto che i kata rappresentano differenti Stili di combattimento e vanno interpretati con tempi, ritmi e uso della forza tipici di ognuno.

Essi celano numerose possibili interpretazioni delle sequenze tecniche tramandate fino a noi per essere adattate alle caratteristiche di ogni praticante. Egli viene stimolato alla corretta ma personalizzata interpretazione di una sequenza che ha tecniche uguali ma modalità diverse di esecuzione. Il kata è l'esercizio più intimo e personalizzato del Karate, che meglio rispecchia il talento di chi lo pratica e non può essere giudicato dagli aridi schemi estetici tipici delle gare. Nei kata si trovano tutti i possibili modi di muovere il corpo.

Lo Stile Makotokai intende avvalersi di tutto il patrimonio dei kata di tutti gli Stili di Karate per poter continuare lo studio critico degli elementi in essi contenuti ed arrivare attraverso la ricerca sistematica ed obbiettiva alla miglior analisi ed interpretazione. Solo l'analisi articolata e sperimentale scevra da preconcetti eseguita da esperti potrà fornire risposte serie ai dubbi che ci assillano ed alle pressanti necessità, prima fra tutte quella di reimpostare le eventuali gare di Kata secondo criteri più logici e funzionali.

Nessun Kata deve essere rigettato in quanto Essi rappresentano il lavoro e l'esperienza di numerosi Maestri che vanno rispettati. Peraltro l'accettazione silenziosa dello status quo non è ammissibile da praticanti evoluti e bisognosi di risposte, che non comprendono l'odierna irrazionale modalità di compiere quei gesti. Da un punto di vista didattico e per le peculiari caratteristiche tecniche lo Stile Makotokai ha già adottato come fondamentali i Kata Sancin, Seisan e Tekki che sono rappresentativi sia della scuola di Naha che di quella di Shuri. Essi rappresentano sia lo stile forte e potente che quello morbido e fluido interpretando al meglio le modalità di combattimento del sole e della luna tipiche dello Stile Makotokai. Questi Kata sono anche molto adatti ad essere insegnati ai praticanti provenienti da altre Discipline Marziali che come abbiamo già constatato ben si inseriscono nello Stile Makotokai.

Lo studio collegiale di tutti i Kata da parte dei Maestri praticanti lo Stile Makotokai richiederà tempo poichè devono essere sottoposte a revisione tutte le modalità di esecuzione ma confidiamo che questo necessario lavoro porterà a risultati apprezzabili in termini di migliore e più salutare preparazione fisica e di incrementata efficacia in Kumite.

Vogliamo discostarci dall'imperante modo di praticare i Kata che la pratica delle gare ha imposto e recuperare i veri significati e contenuti che la antica tradizione ed il moderno studio ci suggeriscono.